Le emozioni fanno parte della nostra vita e, se represse, possono causare malattia.

Che cosa sono le emozioni?
Esistono 6 emozioni primarie: la rabbia, la gioia, il disgusto, la tristezza, la paura e la sorpresa. Hanno uno scopo biologico e sono vitali.
Secondo la cultura nella quale siamo cresciuti, abbiamo invece la tendenza a classificare le emozioni in adeguate e inadeguate. Ad esempio la gioia si può esprimere ma non esagerare. La rabbia e la paura non sono considerate dignitose e per questo vanno trattenute e nascoste.
Alcune persone addirittura pensano che le emozioni forti siano causa di malattia.
Grazie alla mia esperienza personale e professionale oggi posso affermare che non sono le emozioni forti a causare la malattia ma le emozioni represse, quelle che non esprimiamo.

Perché non esprimiamo le nostre emozioni?
Se l’emozione è come un’onda, a volte può sembrare uno tsunami!!
Accoglierla e lasciarsi attraversare sembra troppo rischioso sia per noi che per le persone attorno a noi.
Come ogni onda, l’emozione, quando accolta, ha il suo culmine poi scende. Non perché l’abbiamo soffocata ma perché le abbiamo dato l’opportunità di esprimersi. Più è accolta più diventa lieve fino a esaurirsi e ci permette di tornare uno stato di vera calma. Se l’emozione invece è repressa, la tensione che provoca è arginata e accumulata. Ciò andrà a influenzare ogni nostra situazione futura che risveglierà la tensione repressa provocando reazioni esagerate per situazioni obiettivamente poco rilevanti.
Liberarsi dalle emozioni passate accumulate permette di recuperare una vera serenità di base che sarà di tanto in tanto mossa da altre emozioni di intensità coerenti con quello che viviamo oggi.

Cosa accade se reprimo un’emozione?
Immaginiamo una pentola a pressione, e la pentola a pressione sei tu, con acqua dentro, e l’acqua rappresenta l’emozione, con coperchio e valvola di sfogo ermeticamente chiusi.
Accendiamo ora il fuoco sotto che è l’evento o la situazione disturbante e lasciamo passare del tempo. Come ben sai, la pressione interna progressivamente si alza. Se nessuno interviene  è inevitabile lo scoppio.
La soluzione risolutiva è spegnere il fuoco sotto la pentola, cioè risolvere la situazione disturbante. Facile da dire, non sempre da realizzare. A volte, nonostante una consapevolezza molto chiara del problema, non troviamo azioni efficaci per risolverlo.
Per fortuna esiste un’altra soluzione per evitare che il tutto scoppi: aprire la valvola di sfogo per svuotare la pressione accumulata.
Esprimere liberamente le emozioni vissute è un potente modo per far diminuire la pressione interiore e l’intensità dello stress. Naturalmente non è una soluzione definitiva, è solo una prevenzione dello scoppio, perché il fuoco rimane acceso sotto la pentola.
Una volta abbassata la pressione e rilasciato lo stress, la mente diventa più serena e le idee più chiare. Il nuovo stato emotivo permette spesso di scoprire soluzioni alle quali non avevamo pensato per risolvere la situazione disturbante, cioè per “spegnere il fuoco sotto la pentola”.

Perché è utile esprimere liberamente le emozioni?
Se la tensione accumulata supera una certa soglia, il corpo prende in carico la risoluzione della situazione disturbante sviluppando sintomi riconosciuti come malattia.
Saper accogliere e vivere con libertà le proprie emozioni diventa una prevenzione importante per un buono stato di salute.

Cosa fare per mantenere un buono stato di salute?
Quando ci sono delle emozioni forti e destabilizzanti, la mia proposta è:

  • Dare un nome all’emozione che stiamo vivendo;
  • Vedere l’emozione come un’onda, accoglierla e lasciarsi attraversare.
  • Parlare con amici o famigliari, piuttosto che con un terapeuta.

Se dovesse sembrare impossibile condividere con una persona il proprio mondo interiore, l’alternativa è scrivere a mano. L’obiettivo è tirare fuori tutto senza cercare di minimizzare, ordinare o rendere sensato quello che la mano, prolungamento della nostra pancia emotiva, sta scrivendo. Non serve sapere in anticipo quello che vogliamo esprimere. Scrivere liberamente, in “modalità sfogo”, permette spesso alla persona di scoprire ciò che ha dentro.
Per completare la liberazione ti consiglio di bruciare i fogli scritti per trasformare simbolicamente le tensioni pesanti e autodistruttive in ceneri leggere e fertili. Le ceneri poi possono essere messe ai piedi di una pianta e rimesse nel ciclo della vita.

Come sostenere le persone a mantenere un buono stato di salute?
Un modo di aiutare le persone intorno a noi, anche se non siamo né professionisti sanitari, o terapeuti, è sviluppare la capacità di ascoltare una persona senza giudicarla. Quindi accogliere qualunque confidenza senza dover esprimere un’opinione propria o trovare una soluzione.
Per fare bene ciò occorre dimenticare quello che ci è stato inculcato riguardo al concetto di “Bene” e “Male”.
L’importante è semplicemente esserci per permettere a questa persona di esprimere quello che, a volte, lei stessa fatica ad accettare del suo mondo interiore.
Quando siamo consapevoli che l’aiuto viene proprio da questo spazio ampio, privo di giudizio o aspettative, possiamo esserci senza dover far nulla, senza dover salvare la persona. E questo è il più bel regalo che le possiamo fare.