La paura fa parte delle 6 emozioni primarie biologicamente utili.

È quella che ci informa di un pericolo. Se il pericolo è reale, siamo “programmati biologicamente” perché scatti dentro di noi un’azione per uscire da quella situazione.

La paura legata a un pericolo reale, ad esempio quella che ferma il bambino mascherato da Superman sul punto di saltare dal quarto piano, è utile.

La vera paura dura un istante, il tempo di immobilizzarci, farci stare in silenzio per valutare la realtà del pericolo. Poi, fatta la valutazione, se è stato un falso allarme, ci si rilassa; se il pericolo è reale, scatta l’azione: scappare o affrontare.

L’essere umano ha una mente che “imbroglia le carte” e che, proiettandosi nel futuro, è capace d’immaginare pericoli che non esistono ancora. Il risultato è una paura cronica, rivolta al futuro, che sarebbe più giusto chiamare ansia e che mantiene alto il livello di stress per darci l’energia di agire. Però le azioni possono essere compiute solo nel presente. Non possiamo agire adesso per una situazione che non esiste ancora. Così lo stress si accumula, senza poter essere sfogato e diventa dannoso.

La paura cronica immobilizza e indebolisce, allora come fare per non avere paura?

  • Riporta la mente nel qui e ora e dunque ai fatti reali del presente. Ora è l’istante presente, quello che accadrà tra un minuto è già futuro. Ti consiglio ogni attività che ti permetta di calmare la mente e se non ne hai una preferita, esiste la meditazione. L’obiettivo è riconnettersi con le percezioni del corpo che ci informa della realtà. Il corpo non mente, contrariamente alla mente.
  • Cura il tuo dialogo interiore. Sviluppo questo tema in un altro articolo: Dialogo interiore e virus mentali.
  • Concentra la tua attenzione su quello che vuoi. Se cerchiamo di combattere una situazione, una persona, un’emozione… consumiamo tempo, attenzione ed energia e paradossalmente le nutriamo e le facciamo crescere.
    Ugualmente con la paura, se cerchiamo di combatterla, paradossalmente la nutriamo e la facciamo crescere. Da qui è importante accogliere la paura, poi focalizzarci su quello che vogliamo.Per aiutarci a focalizzare su quello che vogliamo è utile sapere che dietro a ogni paura, c’è un desiderio. Hai tante paure? Vuole dire che hai tanti desideri! Focalizzarsi sui desideri permette di uscire dall’immobilità indotta dalla paura. Una volta che abbiamo rivolto la nostra attenzione a qualcosa di piacevole e positivamente motivante, possiamo radunare la nostra energia, metterci in moto e agire con gioia serenità e determinazione. Questo cambio di focalizzazione ha il vantaggio di non lasciare più cosi tanto spazio alla paura.

Ti propongo un esercizio

Prendi 2 fogli.

Sul primo, elenca le tue paure: ad esempio, paura di morire, di soffrire, di non vedere più i tuoi cari, di fallire, di perdere la tua libertà, di vivere in un paese in guerra, ecc.
Vai, scrivi tutto quello che ti viene, senza giudizio e senza censure, con la massima accoglienza.

Ora, sul secondo foglio elenca i desideri che si nascondono dietro ogni tua paura: ad esempio, desiderio di vivere, di essere in piena salute, di godere della presenza dei tuoi cari, di essere prospero, di essere libero, di essere circondato da persone amorevoli a cui vuoi bene, di avere una vita colma di senso, di vivere in un paese in pace, ecc.

Le domande successive sono: perché vuoi vivere? Che cosa vorresti vivere che non hai ancora vissuto? Cosa vuoi fare con una buona salute? Cosa vuoi condividere con i tuoi cari? Cosa vuoi fare con la tua prosperità e la tua libertà? E così via. Fai un elenco dettagliato immaginando di rivogerti al Genio della lampada capace di realizzare i tuoi desideri. Ricordati che non conosce niente di te e della tua realtà, perciò gli devi spiegare bene cosa vuoi, con precisione.

Ecco qualche regola di base per l’elenco dei tuoi desideri.

  • Parla solo in positivo. Se non vuoi una cosa, non nominarla nemmeno e concentrati sul suo opposto. L’inconscio non conosce la negazione, cioè dal momento in cui è nominata una cosa, la cosa esiste nella tua mente, che sia o no abbinata a un “non”.

Ti faccio un esempio. Se ti ripeto tutto il giorno e per giorni interi: non pensare a una mucca color giallo canarino a pois viola, con grandi orecchini da zingara e un immenso sorriso, pensi di farcela a non pensare a una mucca color giallo canarino a pois viola, con grandi orecchini da zingara e un immenso sorriso? Inoltre, credi che avresti mai pensato a una mucca color giallo canarino a pois viola, con grandi orecchini da zingara e un immenso sorriso, se non te l’avessi suggerito? Capisci che, dal momento in cui insisto perché tu non faccia un’azione o non pensi a qualcosa, ho proprio attirato la tua attenzione su quest’azione o questa cosa ed essa diviene presente nella tua mente?
Su questa stessa base ti consiglio di trasformare, ad esempio, il desiderio “Non voglio più essere stressato”, che richiama lo stress, che non vogliamo, in “Voglio essere sereno”, che invece richiama la serenità che vogliamo in abbondanza. Oppure: “Non voglio litigare con i miei cari” in “Voglio relazioni serene, stimolanti, vitali, amorevoli e pacifiche con i miei cari”. O ancora: “Non voglio soffrire di malattia” si trasforma in “Voglio vivere in piena salute fisica, mentale, emozionale e spirituale e godermi la vita.
Ti sconsiglio vivamente il desiderio “Voglio sconfiggere la malattia”; ribadisco: se non vuoi qualcosa, non nominarlo nemmeno. Concentrati in questo caso sull’abbondanza di salute.

Fai dunque l’elenco, poi rileggi con attenzione alla ricerca di ogni negazione. Vedrai che siamo così poco abituati a esprimere in positivo cosa desideriamo che spesso ci mettiamo dentro parole negative o concetti che non vogliamo. È una questione di allenamento.

  • Formula un desiderio chiaro e preciso. Se dici: “Voglio vivere a lungo”, “a lungo” è vago; il Genio della lampada citato poco fa potrebbe avere come riferimento un’epoca o una zona geografica in cui vivere fino a quarant’anni è “vivere a lungo”. Stessa cosa se dici: “Voglio essere ricco”; da Genio potrei non cambiare niente alla tua situazione perché sapendo che hai del cibo per mangiare due o tre volte al giorno, un luogo per dormire con un tetto, riscaldato d’inverno, l’acqua corrente in casa, i mezzi per essere curato, forse una macchina, una lavatrice, una lavastoviglie, un computer ecc., sei più ricco della maggior parte della popolazione mondiale.
  • Chiedi per te, non per gli altri. Non sai, in caso di dubbio te lo confermo, NON SAI, cosa è buono per gli altri. È già un certo impegno capire cosa vogliamo noi e chiederlo in modo corretto: non mettiamoci in missioni impossibili! Abbiamo spesso la tendenza a voler cambiare gli altri per stare meglio noi. È come scappare da se stessi e dalla propria responsabilità per il proprio benessere o malessere; non mi sento d’incoraggiarti verso questa strada senza via d’uscita costruttiva.
    Nel caso desiderassi la guarigione di una persona, puoi chiedere di essere in grado di dare tutto l’aiuto necessario a questa persona per il suo massimo bene.

Ok, tocca a te: partendo dall’elenco delle tue paure, fai l’elenco dei desideri.

Quando hai finito, brucia il foglio dove hai elencato le paure e tieni a portata di mano il tuo foglio pieno di desideri leggendolo regolarmente.

Da questo foglio pieno di desideri, inizia a elencare una serie di azioni che ti possono permettere di realizzarli.

Poi… AZIONE.

Ti auguro un mondo di salute

Sophie Ott

#unmondodisalute

Autrice: Sophie Ott, medico da più di venticinque anni, si occupa di salute globale integrando alla medicina convenzionale le medicine complementari e lo sviluppo del potenziale umano.